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La Delibera della Giunta Regionale della Regione Sardegna n.50/04 del 16/10/2015 ha riguardato l’aggiornamento delle Direttive Regionali in Materia di Requisiti Acustici Passivi degli Edifici.

Nel dettaglio, l’Allegato alla Delib.G.R. n. 50/4 del 16.10.2015 definisce quali sono i campi di applicazione, quando e come devono essere verificati i requisiti acustici passivi degli edifici, da chi possono essere certificati, e quando possono essere autocertificati in forma di dichiarazione del direttore dei lavori. 

Partiamo dall’inizio.

A cosa servono

Nel campo di applicazione,  dopo una disamina dell’iter legislativo, si legge

Le presenti direttive forniscono pertanto indicazioni ai Comuni sull’iter procedurale da seguire in fase di progettazione e, ad opera ultimata, in merito all’attestazione del rispetto dei suddetti requisiti.

Quindi il primo scopo dichiarato è quello di fornire direttive specifiche ai Comuni sul quando e come far applicare
 i requisiti acustici passivi degli edifici durante l’iter di progettazione e costruzione di un edificio.

Quando si applicano

Continuando nella lettura, viene indicato in modo semplice e chiaro, quando trova applicazione il DPCM 5/12/1997 (decreto che disciplina il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici).

  • Nuova Costruzione
  • Ampliamento e ristrutturazione di costruzioni esistenti che già rispettano il DPCM 5/12/1997
  • Ristrutturazione edilizia limitatamente ai casi di demolizione e ricostruzione, e ristrutturazione globale
  • risanamento conservativo con contestuale cambio di destinazione d’uso

Si applicano agli ambienti abitativi come definiti dalla L. 88/2009. La definizione di ambiente abitativo recita:

ogni ambiente interno ad un edificio destinato alla permanenza di persone o di comunità ed utilizzato per le diverse attività umane, fatta eccezione per gli ambienti destinati ad attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al D.lgs. n.195/2006 sostitutivo del D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277, salvo per quanto concerne l’immissione di rumore da sorgenti sonore esterne ai locali in cui si svolgono le attività produttive

La classificazione degli ambienti abitativi, con i relativi vincoli, riprende il DPCM 5/12/1997

  • Categoria A – Edifici adibiti a residenza o assimilabili
  • Categoria B – Edifici adibiti a uffici e assimilabili
  • Categoria C – Edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili
  • Categoria D – Edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili
  • Categoria E – Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli assimilabili
  • Categoria F – Edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili
  • Categoria G – Edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili

Il paragrafo sul “Campo di Applicazione” conclude con 

Nel caso di partizioni tra unità con diversa classificazione si adotta il requisito più severo tra i due indicati nella tabella.
Dovranno inoltre essere valutate le caratteristiche dei materiali utilizzati in modo da garantire una adeguata protezione acustica degli ambienti abitativi dal rumore di calpestio, dal rumore prodotto da impianti o apparecchi installati nell’immobile, dai rumori provenienti da sorgenti esterne al fabbricato, dai rumori o dai suoni aerei provenienti da alloggi o unità immobiliari contigue e da locali o spazi destinati a servizi comuni.

Iter procedurale

L’iter procedurale distingue gli adempimenti nelle varie fasi di progettazione e realizzazione dell’opera.

Fase di progettazione dell’opera

In fase di progettazione, deve essere redatto nei casi richiesti sopra indicati, il “progetto acustico”.

Il progetto acustico può essere redatto da tutti i tecnici abilitati all’esercizio della professione. 

Non necessariamente il tecnico che redige il progetto acustico deve essere un Tecnico Competente in Acustica Ambientale riconosciuto dalla Regione ed iscritto nell’apposito Elenco.

Il progetto acustico deve contenere

  • relazione tecnica comprensiva di calcolo
  • elaborati grafici
  • modalità di posa dei materiali
  • e schede tecniche dei materiali, specifiche dei silenziatori, materiali fonoassorbenti e/o fonoisolanti, prodotti antivibranti per macchinari e impianti, particolari di posa, prodotti resilienti per la riduzione del rumore da impatto, ecc..

Dopo la realizzazione dell’opera

Al termine della realizzazione dell’opera  vi sono due strade percorribili.

La prima è quella dove il Direttore dei Lavori  assevera la conformità dell’opera realizzata al progetto acustico presentato (e quindi, al rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici). Si ricorda che il DL può non essere un Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

La seconda è quella dove non è il Tecnico Competente in Acustica Ambientale ad asseverare il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici mediante un collaudo dell’opera da effettuarsi dopo rilievo strumentale e apposita relazione tecnica.

Agibilità

In sede di rilascio del certificato di agibilità (oggi dichiarazione di agibilità), qualora non sia presente nè l’asseverazione del Direttore dei Lavori nè il Collaudo Acustico effettuato dal Tecnico in Acustica, il richiedente l’agibilità dovrà effettuare una classificazione acustica dell’edificio, asi sensi della norma Uni 11367 0 Uni 11444, a firma di un Tecnico Competente in Acustica Ambientale dopo opportuni rilievi fonometrici. 

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