Zonizzazione Acustica in Sardegna ? Pianificazione Quasi Assente

Dagli studi effettuati dall’Ispra è emerso che l’Italia è un paese “rumoroso”. In molte regioni, tra cui la Sardegna, la percentuale di comuni dotati di PCA è esigua

ISPRA – L’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha presentato i dati per l’anno 2013 dei rilevamenti acustici effettuati.

zonizzazione_acustica_sardegnaE i dati non sono per niente confortanti. E’ emerso, infatti, che più del 40% delle sorgenti rumorose controllate hanno superato i limiti consentiti dalla normativa, palesando un chiaro problema di inquinamento acustico.

Tra le sorgenti maggiormente controllate vi sono (ovviamente) le attività di commerciali, di servizio e produttive; ma ovviamente tra le sorgenti controllate non potevano mancare quelle che emettono maggiore inquinamento acustico, ovvero gli aereoporti.

L’Arpa della Regione Lazio ha iniziato fin dal 2008 delle campagne di monitoraggio acustico degli aeroporti di Roma; i dati emersi dall’indagine hanno mostrato che i livelli annuali di Lva (Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale)  sono superiori ai limiti imposti dalla normativa vigente e livelli medi di LAeq (Livello equivalente) superiori ai limiti in prossimità di due recettori molto importanti, quali sono gli edifici scolastici, nel quale si sono rilevati  livelli superiori a 10 dB(A) del limite diurno relativo alla Classe I (50 dB(A))

Una delle principali cause riscontrate di inquinamento acustico è dovuta, sicuramente, dalla scarsa pianificazione acustica dei comuni. La ricerca ha mostrato che, in molte regioni, le percentuali di comuni dotati di PCA Piani di Classificazione Acustica (nel quale viene effettuata una zonizzazione acustica del territorio) non superano il 10%.

E in questa triste classifica acustica c’è anche la Sardegna, nel quale si riscontra solo un 3% di comuni dotati di Piano di Classificazione Acustica.

Le regioni con la percentuale di comuni zonizzati piu’ elevata rimangono Marche e Toscana (97%), Valle d’Aosta (sale al 96%), Liguria (84%), Lombardia (sale all’83%), mentre quelle che registrano percentuali inferiori al 10% sono Abruzzo (7%), Sardegna (3%) e Sicilia (1%).

 

Enrico Craboledda