Requisiti Acustici Passivi Edifici Risarcimento Risanamento

Requisiti Acustici Passivi Edifici Risarcimento Risanamento

Requisiti Acustici Passivi degli Edifici – Il nuovo Decreto Legge 91/2014 tutela l’acquirente e prevede il risanamento o il rimborso

Requisiti Acustici Passivi Edifici Risarcimento RisanamentoE’ finita la pacchia per quei costruttori che ancora non costruiscono case “acusticamente” confortevoli.

E’ il Governo a stabilirlo, con un Decreto Legge, il 91/2014, che disciplina quella che ad oggi rappresentava un “vuoto” normativo.

Che il rispetto del DPCM 5/12/1997 sia da sempre un generatore di contenziosi in edilizia ormai è cosa risaputa. L’assurdo è che ancora oggi, i costruttori cercano di risparmiare qualche euro fregandosene della normativa acustica ormai vecchia di quasi 20 anni.

Sono tante le sentenze che obbligano la parte venditrice o il costruttore dell’immobile al risarcimento della parte acquirente per il riscontro del non rispetto dei limiti di legge a seguito di collaudo acustico, per importi molto consistenti, fino addirittura al 30% del valore dell’immobile

La toppa che sistema il “buco” viene posta con un decreto che tutela la parte acquirente (ovviamente, aggiungo io !); nel suo iter di conversione in legge, la norma ha subito l’inserimento dell’articolo 12-bis, il quale recita

1- Ai fini della puntuale applicazione della disciplina contenuta nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 1997, relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici, per gli edifici in cui sia rilevato in via giudiziaria il mancato rispetto dei valori limite dettati dalla normativa, è fatto obbligo di effettuare il risanamento attraverso appropriati interventi tecnici di adeguamento, al fine di rendere la destinazione degli edifici idonea al loro uso.

E ancora al comma successivo

2. L’obbligo ad adempiere alla suddetta azione di risanamento è posto a carico prioritariamente del costruttore o venditore che provvede direttamente, e a suo carico, alle opere idonee alla soluzione delle carenze acustiche rilevate. In via sostitutiva tale obbligo è trasferito all’acquirente al quale è garantita la totale copertura finanziaria da parte del costruttore o venditore a seguito di accordo tra le parti e di presentazione di idonea documentazione giustificativa che evidenzi sia il raggiungimento degli obiettivi di risanamento sia le risorse finanziarie associate

In ultimo la tolleranza nei risultati di misura del collaudo acustico in opera

3. Ai fini dell’accertamento strumentale del rispetto dei valori limite di legge, nelle more dell’adozione delle indicazioni progettuali previste all’articolo 3, comma 1, lettera f), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, è ammessa una tolleranza di 3 dB (decibel) dei valori limite contenuti nel citato decreto Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997. L’accertamento giudiziale del mancato rispetto dei valori limite dei requisiti acustici passivi degli edifici dovrà contemplare una stima del costo massimo ammissibile relativo agli interventi di risanamento acustico da eseguire

Quindi il costruttore e il venditore si fanno garanti del rispetto della norma sulla determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici.

In caso di contenzioso e di accetertamento del non rispetto, gli interventi di risanamento saranno a loro carico.

Qualora si trovasse l‘accordo economico, è l’acquirente che si può fare carico della spesa a patto che venga risarcito dalla controparte

La speranza è che queste disposizioni rimangano inalterate nella conclusione dell’iter di conversione del Decreto Legislativo 91/2014 in Legge

Enrico Craboledda